martedì 10 febbraio 2015

Diamoci un taglio, ma con stile!

Ammettete che fino a qualche tempo fa, passando davanti alle sale da barba, storcevate la bocca... si, dico proprio a voi maschietti!! Oggi vi parlo di due argomenti che vi stanno molto a cuore: la vostra chioma e la vostra barba. 
Lo so che incentrate gran parte delle vostre possibilità d rimorchiare sulla vostra capigliatura, a maggior ragione che, da qualche tempo a questa parte, va anche in voga il barbone stile vichingo delle sperdute lande dell'Alsazia... 




E' uscito da pochissimo un libro molto interessante che vi potrebbe essere utile per entrare più in confidenza con i saloni da barba ma soprattutto con la cultura che si respira lì dentro. 
Proprio Barber Couture, edito da 24 ORE Cultura, è un viaggio che ripercorre 20 anni di tagli maschili, stili e accessori che hanno caratterizzato il periodo storico dagli anni '40 agli anni '60 e che oggi sono tornati in voga. 


Il libro curato da Giulia Pivetta e illustrato da Matteo Guarnaccia è un semplice e comodo manuale per coloro che vogliono sapere cosa c'è dietro ad una pettinatura che è entrata nella storia e ha caratterizzato il modo di vivere delle persone. 
<< Tolto l'abbigliamento, l'unico indizio che definisce l'ambito storico e sociale in cui vive una persona è la sua acconciatura>> scrive Pivetta. << I capelli sono il termometro attraverso cui ogni mutamento individuale, collettivo e stilistico è più percepibile>>. 

Jimi Hendrix 

martedì 3 febbraio 2015

Festa "I favolosi anni 60"

Buongiorno!
Come avevo già accennato nella mia pagina Facebook, ho organizzato la festa di compleanno di mia madre che ha deciso di festeggiare un'età importante con una festa a tema anni '60 e, visto che mi sono specializzata nel campo dell'organizzazione di eventi, mi ha chiesto di occuparmi di tutto ciò che riguardasse la gestione dell'evento. 
Innanzi tutto ho fatto una ricerca stilistica: ho studiato il mood che si respirava in quel periodo, le usanze e le vicende che si sono svolte in quel momento storico e ho cercato di organizzare una festa ad hoc che potesse seguire i gusti degli invitati. Insieme alla festeggiata abbiamo studiato la struttura dell'invito e le varie regole tra cui venire vestiti a tema e non portare persone al di sotto dei 18 anni. 


Dopo ho pensato alle esibizioni e  ai giochi: il mio intento era quello di proporre i giochi più gettonati di quel periodo ma per motivi logistici non è stato possibile e quindi ho ovviato alla scelta di giochi a squadra come giochi a quiz a tempo e una sfilata con votazione per i partecipanti alla festa. Chi avrebbe totalizzato il punteggio più alto avrebbe vinto un premio. 

 



Per quanto concerne le esibizioni, ho inserito tre esibizioni svolte da tre diversi artisti presenti alla festa. Ha aperto un ragazzo che ha studiato recitazione per tanti anni, poi è stata la volta di una balleria di danza orientale e, a chiudere il momento d'intrattenimento, abbiamo apprezzato la voce di una musicista che ci ha deliziato eseguendo una canzone di Fabrizio De Andrè. 





martedì 27 gennaio 2015

Facciamo un salto a Kreuzberg!

Se vi dico Kreuzberg sicuramente non vi verrà in mente nulla a meno che non siate amanti del paese delle salsicce e dei crauti... Se così fosse, vi consiglio di continuare a leggere il post. Scherzi a parte, Kreuzberg è un quartiere della ridente e euforica Berlino che ultimamente è sulla bocca di tutti o per meglio dire su tutte le pagine delle testate locali. 





Proprio il settimanale Der Spiegel ha riscontrato una vertiginosa crescita di alberghi a Kreuzberg segno che il quartiere sta riscuotendo un evidente successo. Si pensa che sia diventata abbastanza gettonata per via dell’alto tasso di immigrazione che si respira, tanto da essere soprannominata Klein Istanbul, la piccola Instanbul e che siano stati investiti diversi capitali per ristrutturare edifici e dare una marcia in più alla zona. Esempio calzante è il Diakonissen- Krankenhaus, ex ospedale ideato da Theodor Stein nel 1847, poi trasformato nel Kunstraum Kreuzberg, una vera e propria fucina di opere artistiche dove si organizzano eventi legati ai temi politici e sociali.
Dopo il restyling, ha riaperto da qualche mese lo Science Center Spectrum, il museo della Tecnologia, 1400 mq composti da laboratori in cui si testato prove di ogni tipo.
La fotografia è la protagonista al Martin Gropius Bau; infatti fino a marzo è possibile visitare la mostra dedicata a Barbara Klemm, emblema del giornalismo fotografico.
Per non parlare delle gallerie d’arte, come la Jan Wentrup, che dal centro si è trasferita in questo quartiere, ed è punto focale di collezionisti a caccia di nuovi talenti.



Ha riacquistato nuova linfa anche lo storico S036, il club che prende il nome dal suo codice postale, locale che tra gli anni 70 e 80 era frequentato da Iggy Pop e David Bowie, oltre che da Nick Cave ex residente della periferia. Dietro ad un tranquillo e anonimo portone si nasconde un palcoscenico che ospita concerti sempre diversi che spaziano dal reggae alla musica acustica.
Il suo avversario, per chi ama il blues e jazz, è lo Yorckschlosschen, locale ricavato da un palazzo storico, che consiglia sia talenti locali che artisti famosi, alcuni dei quali ospiti anche del festival Bergmannstrassenfest Kreuzberg jazzt!, che si svolge dal 27 al 29 giugno.




martedì 20 gennaio 2015

Il vangelo Moda secondo Paul

<< Non ho la tv. La mia azienda è totalmente hi-tech, ma io non lo sono. Trovo la tecnologia invasiva, non uso il computer e non ho un indirizzo e-mail. Mia moglie non ha nemmeno il cellulare. Mi piace pensare di mantenere la mente pulita e utilizzare i miei occhi per raccogliere la realtà, la tecnologia sta rendendo tutti molto pigri>>.
Così si sbilancia senza imbarazzo il re del brit fashion, Paul Smithcolui che ha rivoluzionato la moda maschile inglese.




Suo padre vendeva tessuti porta a porta e, forse, anche per questo il signor Smith ha avuto fiuto sulle novità nella moda.
Il suo primo showroom? Una stanza d’albergo a Parigi in cui sul letto espose la sua collezione composta da 2 abiti, 2 pull e 4 camicie. A distanza di 40 anni è questo per lui il guardaroba base perfetto.


Quella stanza e il primo studio-laboratorio a Covent Garden sono stati ricostruiti all’interno della mostra a lui dedicata che si è chiusa qualche mese fa al Design Museum di Londra intitolata Hello my name is Paul Smith.



mercoledì 31 dicembre 2014

Moda, amore e fantasia d'autre temps





Mi sono innamorata di queste stampe. 
Ops...forse non dovevo iniziare così ma lasciatemi dire che lo stile di G-Kero è molto interessate e osservando i loro capi potete avere la percezione di vivere in un momento costellato di sveglie la mattina tardi, cafè au lait, croissant, canzonette alla chitarra. 
Fantastico troppo? Beh l'obiettivo del marchio è quello di immaginare mondi diversi dal nostro, bizzarri, super colorati e divertenti. 
Dietro G-Kero si nasconde la pittrice Marguerite Bartherotte che trasporta direttamente su camice e T-shirt i suoi dipinti che raffigurano oggetti e azioni quotidiane con un pizzico di ironia come la camicia con stampa-kamasutra. 




martedì 23 dicembre 2014

Come una gemma venuta dall'Oriente

Queste creazioni hanno il potere di trasformare un abito semplice e banale in un trionfo di luci e colori. Questo è il mio punto di vista ma sono quasi certa che mi darete ragione continuando a leggere questo post e ammirando le creazioni di Ayala Bar




Lei è un'israeliana che ha lavorato per tanti anni nel mondo della moda e negli anni '90 ha deciso di avviare un laboratorio per la creazione di gioielli. La sua filosofia si fonda su una concezione unconventional (oserei dire) del gioiello: per lei i preziosi non sono semplici accessori ma devono diventare un tutt'uno con la donna che li sta indossando. 




mercoledì 10 dicembre 2014

Se i quadri potessero parlare...



La vedete? Sì, proprio quella graziosa ragazza che ha in mano un cagnolino e lo sta dolcemente coccolando. Lei è Alice Charigot, la donna che avrebbe stregato Renoir. Si tratta di una sarta più che ventenne che vive insieme alla madre (il padre ha pensato bene di emigrare verso le lande americane!) quando nel 1880 conosce il famoso pittore a Montmatre. 

Alice

Lui è un'affascinante scapolo con il doppio dei suoi anni, artista senza un soldo che le propone di posare per lui: sta realizzando Il pranzo dei canottieri e una sua modella lo ha piantato in asso. 
Renoir la ritrae, la mette incinta e dopo 10 anni la sposa per poi continuare a figliare allegramente. Non è l'incipit della versione ottocentesca di Beautiful...

martedì 2 dicembre 2014

Sorellanza musicale


Non mi dite che non conoscete questa canzone?? E' passata in radio e in tv non so quante volte nell'ultimo periodo dell'anno. La canzone è Don't Save Me delle HAIM
Loro, oltre ad essere legate musicalmente dallo stesso genere, hanno un legame genetico proprio perché sono sorelle. Non oso immaginare come si potrebbe fondare un gruppo con un proprio fratello o sorella perché potrebbe essere molto facile confondere la vita affettiva con quella professionale ma, fino ad ora, questo problema non credo che sia sopraggiunto visto che le sorelline californiane stanno facendo successo. 


martedì 25 novembre 2014

Come una seconda pelle

Qual è secondo voi il capo che potrebbe essere annoverato tra i più semplici ma allo stesso tempo sempre adattabile? 
Audrey Hepburn la portava abbottonata fino al collo con le maniche arrotolate in Vacanze Romane (1953) invece la seducente Sharon Stone ne sfoggiava una con scollo a tuffo per la cerimonia degli Oscar nel 1998. 



Sto parlando proprio della camicia bianca, un capo che non dovrebbe mancare nel proprio guardaroba. 
Eravamo in piena età rinascimentale quando una gentildonna ne scelse una di finissima lavorazione per farsi immortalare da Tiziano e diventare La Donna allo specchio (1550 ca.), famoso dipinto conservato al Louvre. Dal quel momento la camicia bianca, considerata uno tra gli indumenti intimi più comuni, acquistò di valore per trasformarsi in un capo fondamentale. 


martedì 18 novembre 2014

Quando il cibo di strada diventa gourmet

L'alta cucina scende in piazza e lo fa con tutti i crismi. La scena è la seguente: uno chef pluristellato che serve piatti sopraffini in un chiosco pubblico. Succede veramente a Parigi ed è l'ultima moda culinaria: vendere bignè dolci e salati a costi democratici. 
"Mieux manger, mieux vivre", mangiare meglio e vivere meglio si legge scritto sopra il furgone-bistrot di un grande dei fornelli, Marc Veyrat, il quale propone a soli 13 euro un menu da "pancia mia fatti capanna!"(uova, insalata, brasato di manzo con verdure e tiramisù). 
Anche noi italiani non siamo da meno e fino ad ora il più conosciuto è l'Uliassi Street Food, ristorante-camper che gira per tutto lo stivale. Il proprietario è lo chef due stelle Michel Mauro Uliassi.




Il cibo di strada è un modo autentico di comunicare attraverso sapori, colori e odori e soprattutto è pratico e divertente. 

"Il cibo di strada è la storia di un Paese".
(Gualtiero Marchesi)

Si mangia in strada per non perdere tempo, per risparmiare o semplicemente per gola. 
Non più il banale bar su quattro ruote ma, piccoli e simpatici ristorantini on the road che si focalizzano più sulla qualità, sorprendendo con un ricercato design. 


martedì 11 novembre 2014

Intrecciando scarti e civiltà





Queste interessanti e particolari sedie sono opera di Cheick Diallo, artista africano forse sconosciuto per la stragrande maggioranza dei cultori del mondo del design. 
Diallo ha studiato architettura e design in Francia e sull'eredità africana ha forgiato il suo stile. 
La sua base lavorativa è a Rouen ma i suoi lavori vengono prodotti a Bamako


martedì 4 novembre 2014

Cori da tutto il Mondo unitevi!

Qualche mese fa si è svolto il festival corale internazionale 
La Fabbrica del Canto, consueta manifestazione che tocca varie città della Lombardia che propone mirabolanti esibizioni di cori da tutto il Mondo. La rassegna è promossa dall’associazione musicale Jubilate dal 1992  e fino ad ora ha ospitato 157 cori provenienti da 23 paesi diversi.  


Un evento veramente interessante che riunisce culture e stili diversi accomunati dall’amore per la musica.


<< Stiamo lavorando moltissimo per l’anno prossimo – sottolinea Francesco Leonardi, responsabile dei rapporti internazionali dell’Associazione – cercando di fare una programmazione ancora più fitta di eventi e di concerti nel Padiglione Italia di Expo. Fra le novità del 2014 c’è stato il ritorno di un coro meraviglioso che ha compiuto 50 anni, i Philippine Madrigal Singers. Formidabili, preparatissimi, che hanno anche una singolare peculiarità: cantano soltanto da seduti>>.