domenica 25 settembre 2016

Collaborazione con Dadamour e un bellissimo premio per voi!!

Salve pintosi followers!! :D 
Oggi vi parlo di una ragazza che ho conosciuto di recente, una giovane artista palermitana, Sara.
Lei ha creato un marchio che è impossibile non amare e si tratta di Dadamour. 


Con questo brand si sta facendo conoscere perché realizza pochette e borsettine porta-tutto una più carina dell'altra. 
Ho avuto il grande piacere di incontrarla e davanti ad un buon milshake abbiamo cominciato a conoscerci. L'ho inondata di tantissime domande tra le quali:

Come è nata la passione per il cucito? 
Da quando ho smesso di cantare, mi sentivo vuota. Oltre il lavoro non facevo nulla di creativo, poi guardando mamma e sorella cucire nei freddi pomeriggi d'inverno o realizzare scatoline decorate, mi sono incuriosita, ho pensato che il Natale stava arrivando, ero al verde e dovevo inventarmi qualcosa per fare i regalini ai miei cari, così, improvvisando porta-tabacco in feltro cucita a mano e pupazzetti colorati ,non ho più smesso. 



Tu realizzi sopra‚ttutto bustine pota-oggetti che chiami sbarazzine. Come mai hai scelto proprio questo soprannome? 
Sbarazzine, perché immagino le nostre borse invase dal caos, dove non trovi mai nulla e quindi dentro un astuccio puoi sgombrare, "sbarazzare" il caos che c'é dentro la borsa, per l'appunto, me‚endogli tu‚o il necessario da avere subito a portata di mano. E comunque si tra‚tta di pochett‚e con fantasie vivaci e colorate, dal tono sbarazzino, ecco! 

Ti avvali di qualche ispirazione quando scegli le fantasie per le tue creazioni? 
Vado spesso a delle fiere in giro per l'Italia o compro online. Per la scelta delle stoffe, mi lascio ispirare dai colori e dalle fantasie del momento. In base alle richieste che mi fanno o semplicemente perché guardare quella stoffa con quella determinata fantasia mi me‚e di buon umore ed il solo fa‚o di acquistarla mi fa stare bene. Regalami stoffe e mi fai la persona più felice del mondo. 


Perchè hai scelto come nome d'arte Dadamour? 
Non c'è un motivo ben specifico. Dada mi faceva pensare alla corrente artistica e le‚tteraria del Dadaismo. Dada inteso come divertimento, passatempo preferito. Quando ho cominciato, cucire mi faceva stare bene, mi rilassava, mi faceva sorridere. Amavo ed amo ancora oggi quel che faccio, sempre più. E così, amore per il divertimento, amore per il "passatempo" preferito. Metti un po' di francese et voilà... Dadamour. Non ha senso, non ha un vero e proprio significato, quindi mi piace per questo. Suona bene.

Ci siamo piaciute così tanto che abbiamo deciso di collaborare per farci conoscere al mondo virtuale ancora di più e abbiamo organizzato un giveaway mettendo in palio una graziosissima sbarazzina + portachiavi con una fantasia "volposa" molto molto carina.


Le regole sono semplicissime: 
1 - Lasciate un commento qui sotto scrivendo che partecipate al giveaway

2 - Diventate fan della pagina La Pinta e della pagina Dadamour

3 - Condividete l'immagine sul vostro profilo Facebook in modalità pubblica (così sia io che Sara possiamo controllare lo share e inserirvi tra i partecipanti)

4 - Nella condivisione taggate 2 vostre amiche 

Il giveaway chiude venerdì 30 settembre a mezzanotte
Cosa state aspettando? Partecipate in tanti!! Se volete spulciare le creazioni Dadamour vi basta andare sulla  sua pagina Facebook
In bocca a lupo a tutti!! ;) 





La Pinta*

venerdì 2 settembre 2016

Una girl gang tutta mediorientale

Si sta facendo conoscere il gruppo arabo A-Wa, composto dalle tre sorelle Tair, Liron e Tangel. 
Formatosi sulla scia di quello che promuoveva la fantastica Ofra Haza, le A - Wa ( si pronuncia "eiua" e vuol dire "sì") da parte loro aggiungono un'aria sfrontata da girl gang mediorientale. 


Il loro successo è dato dall'unione di tradizione e innovazione: cantano antiche nenie yemenite in versione elettro-dance indossando hijab rosa shocking come si vede nel video Habib Galbi


Le Haim, questo è il loro cognome originariamente, discendono da un'antica tribù di ebrei yemeniti e, racconta Tair,  "da bambina eravamo curiose delle nostre origini, ascoltavamo per ore i racconti di famiglia, e ci siamo innamorate della musica che suonavamo alle feste e ai matrimoni". 
Successivamente è arrivato il loro maestro di canto a contagiarle con i musical anni '50 e le Andrew Sisters; poi scoprirono Michael Jackson e la dance e il gioco era fatto. 


venerdì 1 aprile 2016

Pasqua in eleganza

Nel mio lungo girovagare tra i paesaggi della Sicilia, quest'anno mi sono imbattuta nella festa che si celebra a Pasqua a Piana degli Albanesi. "Mi andò di lusso!" si direbbe a Palermo quando un'azione va in porto e l'espressione mi sembra abbastanza azzeccata poiché gli abitanti di questo ridente paesino poco distante da Palermo, hanno l'usanza di vestirsi in maniera non del tutto sobria (il mio sarcasmo emerge sempre!). 
Chi può ha il privilegio di indossare il costume tradizionale composto per le donne da: 
- gonna 
- camicia
- gilet
- scialle



Questo è il sunto del sunto perché la realtà dei fatti è un po' diversa. 

La gonna è di cotone pesante, ricamata finemente e si chiama gzilona; essa è fermata da una cintura di oro e argento che pesa circa 800 grammi chiamata bresi; sopra c'è un corpetto in pendant con la gonna, e sotto il corpetto, una camicia di cotone spesso di colore bianco, la ligna. 




Ovviamente non esiste solo un modello femminile (non sia mai!) bensì due: la girona (gonna decorata con tre strisce poste in basso) e la pampiniglia (gonna con fantasie che richiamano gli araldi). In più, diverse ragazze indossano sopra la camicetta un bolerino di velluto nero chiamato gipune. Il tutto è riccamente impreziosito da crichia, curcez e pindalet, che sono i gioielli. 




Non ho potuto resistere e mentre intervistavo (meglio di un brooker modaiolo) una delle belle del villaggio ho ceduto e chiesto se avessero caldo, visto che c'erano ben 35°. La donzella, mostrando un sorriso smagliante, mi ha risposto che loro erano abituati e che poteva essere solo un piacere indossare il costume tipico. 
Come dicevo prima, non tutti hanno questo privilegio proprio perché esso ha un costo molto alto e si tramanda di generazione in generazione.




I maschi hanno gioco facile (maledetti!! ahaha) poiché vestono oltre che la camicia bianca, anche un gilet chiamato gileku e un gonnellino di nome fustanelia






Come avete visto nelle foto, i colori predominanti sono il rosso e il nero, tonalità che campeggiano sulla bandiera del paese. 
La cosa bella che mi affascina sempre è che molti ragazzi continuano a parlare l'albanese e mentre osservavo i colori e i disegni delle stoffe, il mio orecchio si inebriava del suono della lingua. 




E' stata una bella esperienza e, se vi capita di passare per Piana degli Albanesi, chiedete di poter ammirare i costumi tipici perché sono una gioia per gli occhi!! 



La Pinta*

sabato 23 gennaio 2016

Analisi moooolto soggettiva sulla Milano Fashion Week

Non è il classico post post collezione uomo che potreste vedere su qualche altro blog, bensì è un chiaro segno che sono una persona un po' autolesionista! Sì, perché ho visto quasi tutte i video delle sfilate della collezione fall winter 2016-2017 che si sono svolte la settimana scorsa a Milano.
Il perché? E' molto semplice: soprattutto curiosità nel vedere che location era stata scelta, che tipo di musica, che regia....sì, anche la collezione per carità! 
Così ho voluto fare le cose con ordine e professionalità creando una grigia di valutazione assolutamente SOGGETTIVA relativa alla scelta della location, della colonna sonora e a tutti quei fattori legati alla produzione che ti danno la possibilità di dire che quella è stata una B O M B A di sfilata!! 
Allora iniziamo! 

#1 coSTUME NATIONAL
La location che questa volta il caro Ennio ha scelto è stata la stessa di un altro brand per il quale ho lavorato ma l'allestimento che hanno scelto non ha dato risalto allo spazio, a mio parere, molto bello. 
L'aderenza che la musica ha con la collezione mi è sembrata abbastanza appropriata e anche la scelta dei modelli. Come si voleva dimostrare ho riconosciuto alcuni!! Poi mi sono illuminata perché alla fine hanno messo Under Pressure cantata da Freddy Mercury e David Bowie, meravigliosa.
Qui di seguito alcune uscite della collezione. 






FASHION SHOW



#2 JIL SANDER
La sua collezione mi ha colpito per la scelta dei tessuti ma non per la regia. A mio avviso i modelli non sfilavano bene e la scelta della location non è stata vincente, a parte l'inserimento di un séparé a specchio che non ho capito a cosa servisse. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla musica.
A voi piace? 

 




FASHION SHOW




#3 LES HOMMES
Questa collezione mi è piaciuta, soprattutto per i soprabiti con le stampe in argento e in bianco che ricordano la moda art déco oltre all'inserimento di elementi legati al mondo dei biker. 
Molto interessante anche la scelta della pettinatura.





#4 NEIL BARRETT 
Indosserei la maggior parte dei capi che ha creato quest'uomo per l'inverno 2017!! Nel vederli mi danno un senso di confort incredibile!! Per non parlare degli accessori: adoro i mocassini. 
Per questa sfilata è stata scelta una regia canonica, con passerella a U e uscita finale con fila indiana classica. La scelta della colonna sonora è molto interessante. Ascoltatela ;) 








FASHION SHOW

martedì 15 dicembre 2015

La prossima Tesi di Laurea la farò sul Model Management, sappiatelo!

Rieccomiiii!!! 
Uno dei buoni propositi per il 2016, a parte essere sempre solare e affettuosa, sarà quello di essere più presente sul Blog soprattutto perché condividere le mie esperienze, idee, curiosità con voi mi piace tantissimo e mi farebbe più piacere leggere le vostre considerazioni nei commenti che lasciate a fine post.

QUINDI

Commentateeeeeeeeee!!! 

Perché ho intitolato questo post così?? Perché con l'esperienza che sto facendo da 7 mesi a questa parte diventerò una vera esperta del mondo dei casting, almeno lo spero!! :D
Non continuo a fare "discorsi di caffè" (discorsi inutili, ndr), vi lascio una breve (forse) gallery dei modelli e modelle con cui ho lavorato nell'ultimo periodo!! Mi ringrazierete, lo so!! (*facciammiccante*)



Maxime Henrotay






Madeline Dotman







Benjamin Benedek





Lucas Muller





Malin Akerstrom






Zandre Du Plessis



sabato 3 ottobre 2015

Spettacolo Le sette tentazioni

Un'estate molto produttiva questa del 2015 per La Pinta, infatti sto per parlarti del secondo evento che ho realizzato circa un mese fa.
Hai mai riflettuto su qual è il tuo "punto debole"? Qual è la tentazione a cui non sai resistere? 
Tra i sette vizi capitali, potresti riconoscere quello in cui cadi più frequentemente? Abbiamo cercato di scoprirlo insieme al pubblico numerosissimo, che ha affollato la passeggiata delle Mura delle Cattive a Palermo in occasione dello spettacolo Le sette tentazioni
L'associazione HOMBRE ha chiamato proprio me per costruire un evento che comprendesse non solo una sfilata di moda ma anche musica, danza e teatro. 

Invidia


Mi hanno chiesto di sviluppare il tema per uno spettacolo di almeno un'ora, quindi una sfida ancora più grande rispetto alle passate esperienze. Mi sono messa subito al lavoro avendo a disposizione appena 20 giorni di tempo. 
Per prima cosa ho selezionato i modelli e gli outfits: la scelta doveva corrispondere perfettamente alla mia visione di ogni singolo vizio capitale. E' stato perciò indispensabile istruire ogni modello su ciò che teatralmente doveva fare durante la sfilata. 

Superbia

Accidia

Facile a dirsi e non a farsi... in più, ad alcuni avevo affidato degli oggetti di scena che rafforzassero il peccato che stavano interpretando. Lo so che in questo momento state pensando che non partecipereste mai ad una mia sfilata ahahahh ma vi posso assicurare che, nonostante l'ardua prova a cui li ho sottoposti, i modelli se la sono cavata. 
E il problema moda lo mettiamo da parte e passiamo agli altri problemi che si chiamano: trovare dei musicisti di un certo livello che non sono in vacanza, degli attori con non troppe pretese (perché di certo non concorriamo a ricevere il David di Donatello...) e in ultimo la danza. 

Paola Consagra

Oddio se avessi trovato subito una compagnia di danza o dei semplici ballerini che sposassero il progetto e fossero entusiasti di partecipare all'evento: è stata veramente un'impresa e fino all'ultimo stavo pensando di non inserire nessun danzatore nel programma dello spettacolo. Per fortuna, col tempo sto diventando più ostinata e determinata e alla fine, sono riuscita a trovare una ballerina di danze orientali, la quale ha riscosso un certo apprezzamento da parte del pubblico (soprattutto maschile!!). 

Consuelo Salmeri

Risolto il problema della scelta degli artisti, mi sono dedicata a una delle cose che mi piace di più di questo lavoro: scegliere le musiche per la sfilata. In questa occasione ho deciso di suddividere in tre parti la sfilata creando tre momenti musicali separati composti da vari brani; ho curato una selezione di tracce musicali adeguandole ad ogni peccato capitale. 
 
Rosanna Mercurio


Lussuria