venerdì 13 aprile 2018

La rivoluzione dello shopping in formato App

Esistono delle app che possono stravolgere il vostro concetto di vivere e (soprattutto) concepire la moda? La risposta è sì, sempre se continuerai a leggere questo articolo...
Quanti di voi sentono sempre più il desiderio di far parte di una community? Aggiungi uno spicchio di glamour e una manciata di stile e il gioco è fatto!! 
Mi spiego meglio. Diversi geni hanno avuto delle idee meravigliose in fatto di rivoluzionare il concetto di shopping on-line utilizzando nuove risorse e brillanti strategie di marketing, rispettando anche la natura e difendendo la filosofia del "km zero".
Milanesi siete in ascolto?? Bene, perché questo vi riguarda molto da vicino. Tra lavoro, famiglia e cercare di non diventare l'ennesima influencer, il tempo da dedicare in maniera tranquilla e serena allo shopping si restringe sempre di più, è vero? (Lo so che state annuendo con la testa)
Dunque, perché non concedersi a un abbonamento al buio?
Tutto ciò succede negli USA con Stitch Fix, un servizio di personal shopper che sta facendo girare la testa a tante donzelle ma anche, a una buona fetta della popolazione maschile. La piattaforma offre una sequela di marchi fighi a prezzi abbordabili, rigorosamente selezionati da un team di esperti di stile con l'importante aiuto dei dati sugli utenti offerti da loro stessi (successivamente rielaborati in forma di algoritmi). 





Classificati in profili in base a quanto voglio spendere, cosa piace, i marchi che amano e lo stile che vogliono seguire, la popolazione della piattaforma, composta da donne e uomini di qualsiasi taglia, riceve comodamente a casa una scatola con 5 articoli selezionati solo per loro. A quel punto possono tenerli oppure restituirli. Una sorta di Tinder dello shopping, non trovate?! 
Il feedback è l'elemento chiave: da ogni commento positivo o negativo si trae un tassello in più da aggiungere al grande puzzle che rappresenta la personalità dell'utente, elemento fondamentale affinché le successive spedizioni vadano a buon fine.




L'obiettivo? Gratificare e sorprendere l'abbonato. Un'ottima mossa da parte della fondatrice Katrine Lake che sostiene: << Ho lanciato questo progetto con un solo obiettivo: dare a donne e uomini di tutte le taglie l'accesso ad uno stylist personale>>. Con 5mila persone assunte e un fatturato da un miliardo di dollari, lo scorso novembre Stitch fix è stato quotato a Wall Street
Purtroppo le spedizioni in Europa non sono state ancora contemplate e sebbene in Italia siano già nate delle idee analoghe ad essa, nessuna finora è stata in grado di spiccare il volo. 

Dove poter trovare Stitch Fix





 Un'altra piattaforma che mi ha destato molta curiosità è Awaytomars. L'idea si basa su un mantra meraviglioso: "Nessuno di noi è forte come tutti noi". Una vera e propria community composta da 10mila persone tra architetti, stilisti, creativi da tutto il mondo, i quali postano le loro idee e, interagendo, contribuiscono ad alimentare quelle degli altri. Le migliori vengono selezionate e vengono prodotte, trasformandosi nella collezione uomo/donna del brand. Pensate che la collezione è stata presente anche all'ultima edizione del Pitti.



Secondo voi, quali sono i paesi più creativi nel caricare idee ed confrontarsi con gli utenti? 
Indonesia, Corea, Europa dell'est e la comunità di cinesi che vive in Nuova Zelanda; in certi periodi dell'anno anche l'Africa. 
L'idea di tutto questo è stata di Alfredo Orobio, il quale ha come prossimo obiettivo quello di portare la piattaforma nelle scuole di moda perché: << I fashion designer crescono sognando una carriera individuale, quando non hanno idea delle potenzialità che offre confrontarsi con un team globale>>. 




Dove poter trovare Awaytomars


Ora spostiamoci in Italia. Eh sì, perché il prossimo progetto digitale è nato proprio a Milano nel 2012 da Simon Beckerman.

sabato 3 febbraio 2018

Il fascino indiscreto della fotografia

Ormai nell'era della tecnologia, tutto (o quasi...) è a portata di mano, più precisamente di click.
Ci siamo così tanto abituati all'immediatezza che stiamo dimenticando il gusto dell'attesa. Un esempio eclatante? Quando facciamo le foto. Penso che la maggior parte di voi avrà ricevuto una macchina fotografica analogica quando era bambino. Io me la ricordo ancora: abbastanza grande, gialla e nera con un lungo cordoncino del medesimo colore per essere più pratica e poterla portare ovunque. Al suo interno custodiva religiosamente un rullino che poteva contenere circa una ventina di foto.

Troppo poche? Per la bambina che ero, assolutamente sì! Mi è sempre piaciuto sperimentare con la macchina fotografica, cosa che ho trovato difficile con l'avvento della tecnologia. Mi potreste dire che  antiquata, che sono nostalgica ma ogni qual volta finiva un rullino, correvo in negozio per aspettare il risultato dei miei mirabolanti esperimenti visivi.





mercoledì 17 gennaio 2018

Resistere e Persistere

Eccomi!
Quante volte l'avrò detto, l'avrò scritto, l'avrò pensato, magari nel momento meno opportuno, magari ad interlocutori sbagliati o semplicemente passivi.
Mi sono resa conto che è da troppo tempo che non scrivo qui, nel mio antro di creatività, dove posso condividere con voi tutte le curiosità, le idee e le perplessità che affollano la mia vita.
L'anno che è giunto al termine mi ha fatto riflettere su diverse cose, mi ha messo davanti a diverse sfide che ho affrontato, essendo consapevole (in parte) di quello che andavo incontro.
Per ragioni lavorative non ho potuto continuare a coltivare la passione per la scrittura e ammetto che mi dispiace molto non avervi raccontato le altre esperienze che ho vissuto nel mondo della moda anche se ho potuto pubblicare qualcosa sui miei profili FB e Instagram.

BANDO ALLE CIANCE

Sono tornata e questa volta per rimanere.
Per stare con voi, anche se non lasciate una risposta visibile alla fine dei miei post, so che mi leggete e che apprezzate quello che propongo. 
Al prossimo pintoso post!! 


La Pinta*

lunedì 10 aprile 2017

Un viaggio nel mondo del Design durato 6 giorni

Carissimi fans,
da circa 24 ore si è conclusa un'esperienza che difficilmente cancellerò dalla memoria, poichè mi ha fatto conoscere persone molto interessanti e mi ha aperto nuovi scenari creativi.
Ho avuto la fortuna di lavorare al FuoriSalone presso SuperStudio Più in Via Tortona a Milano all'interno dello stand della Lettonia caratterizzato (guarda caso) da una barca da lago interamente fatta a mano da un designer lettone composta da due tipologie diverse di legno: in superficie quercia mentre sul fondo pino.



Al suo interno sono stati esposti vari prodotti realizzati da diversi brand lettoni: dalle borse di carta lavabili in lavatrice realizzate in due formati, tote, per coloro che amano girare con tutto l'occorrente e, a busta, ideali per i tablet; ferri di cavallo trasformati in appendi chiavi; bracciali e collane con simboli che rappresentano parole significative come amore, salute e felicità. Fiore all'occhiello di questa particolare installazione sono stati i gioielli e gli elementi di arredo del marchio Verba.
La designer, Anna Fanigina, originaria della Russia ma lettone di adozione è una grande appassionata di cultura classica, in particolare del latino: infatti, in ogni suo prodotto si scorge una parola o una frase incisa in latino proprio per lasciare (e lanciare) un messaggio a chi acquista l'articolo. Ovviamente mi sono innamorata all'istante dei suoi gioielli e, in questa occasione, Anna esposto la collezione dedicata alla Primavera composta da orecchini, collane, anelli e spille in argento e acquamarina, un vero spettacolo per gli occhi.





domenica 12 febbraio 2017

45° anniversario della Maison Stefano Ricci

Buongiorno carissimi,
eccomi di nuovo qui con voi a raccontarvi la mia ultima esperienza vissuta nel mondo degli eventi.
Qualche settimana fa sono stata contattata da uno dei più importanti registi di sfilate di moda in Italia, Romeo Conte, per fare da aiuto regista per la sfilata di alta moda maschile per il marchio Stefano Ricci.


Dire che ero emozionata è veramente riduttivo perché è stata un'esperienza sensazionale.
La location che è stata scelta è stata la Sala Bianca all'interno del Palazzo Pitti a Firenze, riaperta per l'occasione dopo 38 anni di assoluto silenzio.



Il lavoro è stato molto intenso e stressante ma ne è valsa veramente la pena.
In scena si sono avvicendati più di 35 modelli di varie età e nazionalità che hanno rispecchiato totalmente lo stile del marchio fiorentino che esiste da 45 anni.
Tanto tempo, tante sfide e soprattutto una storia da raccontare attraverso l'eleganza, il savoir-faire e la classicità che contraddistingue lo stile di Stefano Ricci.
Per me ,amante dell'arte e in generale della cultura, è stato un vero onore poter lavorare all'interno di uno dei Palazzi più belli dello stivale.
Lascio spazio alle immagini della sfilata, le vere protagoniste di questo post.










lunedì 21 novembre 2016

Imprimere il verde sulla pelle

Essendo figlia di un giornalista esperto di botanica, sono sempre stata circondata da piante e fiori ma soprattutto da enigmatiche domande durante i frugali pasti giornalieri che mi inchiodavano alla sedia facendo tramutare la mia faccia in uno sguardo di terrore peggio che all'esame di maturità.
Credetemi, è meraviglioso avere un padre che sa almeno 3.000 nomi di specie a memoria (sia in italiano che in latino, bada bene), è un po' meno bello quando sia convinto che io possa rispondere in maniera soddisfacente ad un suo quesito scientifico avvalendosi del fatto che siamo legati geneticamente e quindi sapere la risposta.


Crescendo, ho capito da sola quanto sia bella la natura e soprattutto quanto possa sorprenderci, specialmente se riusciamo a rispettarla, valorizzarla e preservarla.
Sapete bene che mi piace molto osservare, cercare di cogliere i dettagli, le venature delle cose e rimanendo nella sfera botanica sono rimasta "a bocca aperta" nell'ammirare le creazioni di alcune Tattoo Arstists.
Prima fra tutte Pissarro, tatuatrice e grande appassionata di viaggi, crea dei tatuaggi meravigliosi, che sembrano reali.





A parte che le sue foto sono una più bella dell'altra, è stata dura fare una selezione per il post, le avrei scelte tutte!! Per inebriarvi la vista ancora di più basta seguirla su Instagram .



Un'altra artista che è molto brava e che ha uno stile di tattoo leggermente diverso dalla prima è  Sol Art, artista che vive a Seoul e che realizza, oltre che tatuaggi legati al mondo dei fiori, anche legati al mondo del fumetto, al mondo animale e anche legati al mondo dell'astronomia.

venerdì 11 novembre 2016

Fantasie di seta in salsa madrileña

Girovagando sul web mi è capitato di rimanere meravigliata dalle creazioni del brand SuTurno.
Il nome è particolare e mi sono chiesta subito "chissà che cosa vorrà dire?"; non sono riuscita a scoprirlo, purtroppo, ma la mia curiosità era molta e ho iniziato a perlustrare il sito.

Granada 

Ho scoperto che il marchio è stato creato da Julia Vergara e Javier Gutierrez Bayo a Madrid.
I due madrileni sono specializzati nella lavorazione di stampe e hanno collaborato in diverse circostanze con realtà molto note della moda e del design come Marc Jacobs e Zara Home.

Ondina

Valvas

Lluvia

martedì 1 novembre 2016

Autentica Mitski



Lei è il nuovo volto della gioventù americana, alienata, confusa, distratta e piena di perché.
Il Rolling Stone la inserisce tra i dieci nuovi artisti che stanno ridefinendo il suono del rock. Ascoltare per credere!  A soli 25 anni, dopo una vita passata a seguire i genitori in giro per il mondo, Mitski è diventata il modello da seguire anche grazie al suo quarto album, ironicamente intitolato Puberty 2, che ha provocato reazioni più che lusinghiere anche in Europa. 



I critici del New York si chiedono se sta sbocciando una stella. Mitski risponde fermamente: << Non inseguo il successo, non leggo i giornali e quindi le critiche non mi sorprendono. Mi sento una persona normale, per nulla speciale. Ho una sola grande ambizione: poter continuare a fare dischi in completa libertà >>.

domenica 25 settembre 2016

Collaborazione con Dadamour e un bellissimo premio per voi!!

Salve pintosi followers!! :D 
Oggi vi parlo di una ragazza che ho conosciuto di recente, una giovane artista palermitana, Sara.
Lei ha creato un marchio che è impossibile non amare e si tratta di Dadamour. 


Con questo brand si sta facendo conoscere perché realizza pochette e borsettine porta-tutto una più carina dell'altra. 
Ho avuto il grande piacere di incontrarla e davanti ad un buon milshake abbiamo cominciato a conoscerci. L'ho inondata di tantissime domande tra le quali:

Come è nata la passione per il cucito? 
Da quando ho smesso di cantare, mi sentivo vuota. Oltre il lavoro non facevo nulla di creativo, poi guardando mamma e sorella cucire nei freddi pomeriggi d'inverno o realizzare scatoline decorate, mi sono incuriosita, ho pensato che il Natale stava arrivando, ero al verde e dovevo inventarmi qualcosa per fare i regalini ai miei cari, così, improvvisando porta-tabacco in feltro cucita a mano e pupazzetti colorati ,non ho più smesso. 



Tu realizzi sopra‚ttutto bustine pota-oggetti che chiami sbarazzine. Come mai hai scelto proprio questo soprannome? 
Sbarazzine, perché immagino le nostre borse invase dal caos, dove non trovi mai nulla e quindi dentro un astuccio puoi sgombrare, "sbarazzare" il caos che c'é dentro la borsa, per l'appunto, me‚endogli tu‚o il necessario da avere subito a portata di mano. E comunque si tra‚tta di pochett‚e con fantasie vivaci e colorate, dal tono sbarazzino, ecco! 

venerdì 2 settembre 2016

Una girl gang tutta mediorientale

Si sta facendo conoscere il gruppo arabo A-Wa, composto dalle tre sorelle Tair, Liron e Tangel. 
Formatosi sulla scia di quello che promuoveva la fantastica Ofra Haza, le A - Wa ( si pronuncia "eiua" e vuol dire "sì") da parte loro aggiungono un'aria sfrontata da girl gang mediorientale. 


Il loro successo è dato dall'unione di tradizione e innovazione: cantano antiche nenie yemenite in versione elettro-dance indossando hijab rosa shocking come si vede nel video Habib Galbi


Le Haim, questo è il loro cognome originariamente, discendono da un'antica tribù di ebrei yemeniti e, racconta Tair,  "da bambina eravamo curiose delle nostre origini, ascoltavamo per ore i racconti di famiglia, e ci siamo innamorate della musica che suonavamo alle feste e ai matrimoni". 
Successivamente è arrivato il loro maestro di canto a contagiarle con i musical anni '50 e le Andrew Sisters; poi scoprirono Michael Jackson e la dance e il gioco era fatto. 


venerdì 1 aprile 2016

Pasqua in eleganza

Nel mio lungo girovagare tra i paesaggi della Sicilia, quest'anno mi sono imbattuta nella festa che si celebra a Pasqua a Piana degli Albanesi. "Mi andò di lusso!" si direbbe a Palermo quando un'azione va in porto e l'espressione mi sembra abbastanza azzeccata poiché gli abitanti di questo ridente paesino poco distante da Palermo, hanno l'usanza di vestirsi in maniera non del tutto sobria (il mio sarcasmo emerge sempre!). 
Chi può ha il privilegio di indossare il costume tradizionale composto per le donne da: 
- gonna 
- camicia
- gilet
- scialle



Questo è il sunto del sunto perché la realtà dei fatti è un po' diversa. 

La gonna è di cotone pesante, ricamata finemente e si chiama gzilona; essa è fermata da una cintura di oro e argento che pesa circa 800 grammi chiamata bresi; sopra c'è un corpetto in pendant con la gonna, e sotto il corpetto, una camicia di cotone spesso di colore bianco, la ligna. 




Ovviamente non esiste solo un modello femminile (non sia mai!) bensì due: la girona (gonna decorata con tre strisce poste in basso) e la pampiniglia (gonna con fantasie che richiamano gli araldi). In più, diverse ragazze indossano sopra la camicetta un bolerino di velluto nero chiamato gipune. Il tutto è riccamente impreziosito da crichia, curcez e pindalet, che sono i gioielli. 




Non ho potuto resistere e mentre intervistavo (meglio di un brooker modaiolo) una delle belle del villaggio ho ceduto e chiesto se avessero caldo, visto che c'erano ben 35°. La donzella, mostrando un sorriso smagliante, mi ha risposto che loro erano abituati e che poteva essere solo un piacere indossare il costume tipico. 
Come dicevo prima, non tutti hanno questo privilegio proprio perché esso ha un costo molto alto e si tramanda di generazione in generazione.



sabato 23 gennaio 2016

Analisi moooolto soggettiva sulla Milano Fashion Week

Non è il classico post post collezione uomo che potreste vedere su qualche altro blog, bensì è un chiaro segno che sono una persona un po' autolesionista! Sì, perché ho visto quasi tutte i video delle sfilate della collezione fall winter 2016-2017 che si sono svolte la settimana scorsa a Milano.
Il perché? E' molto semplice: soprattutto curiosità nel vedere che location era stata scelta, che tipo di musica, che regia....sì, anche la collezione per carità! 
Così ho voluto fare le cose con ordine e professionalità creando una grigia di valutazione assolutamente SOGGETTIVA relativa alla scelta della location, della colonna sonora e a tutti quei fattori legati alla produzione che ti danno la possibilità di dire che quella è stata una B O M B A di sfilata!! 
Allora iniziamo! 

#1 coSTUME NATIONAL
La location che questa volta il caro Ennio ha scelto è stata la stessa di un altro brand per il quale ho lavorato ma l'allestimento che hanno scelto non ha dato risalto allo spazio, a mio parere, molto bello. 
L'aderenza che la musica ha con la collezione mi è sembrata abbastanza appropriata e anche la scelta dei modelli. Come si voleva dimostrare ho riconosciuto alcuni!! Poi mi sono illuminata perché alla fine hanno messo Under Pressure cantata da Freddy Mercury e David Bowie, meravigliosa.
Qui di seguito alcune uscite della collezione. 






FASHION SHOW



#2 JIL SANDER
La sua collezione mi ha colpito per la scelta dei tessuti ma non per la regia. A mio avviso i modelli non sfilavano bene e la scelta della location non è stata vincente, a parte l'inserimento di un séparé a specchio che non ho capito a cosa servisse. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla musica.
A voi piace? 

 




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#3 LES HOMMES
Questa collezione mi è piaciuta, soprattutto per i soprabiti con le stampe in argento e in bianco che ricordano la moda art déco oltre all'inserimento di elementi legati al mondo dei biker. 
Molto interessante anche la scelta della pettinatura.





#4 NEIL BARRETT 
Indosserei la maggior parte dei capi che ha creato quest'uomo per l'inverno 2017!! Nel vederli mi danno un senso di confort incredibile!! Per non parlare degli accessori: adoro i mocassini. 
Per questa sfilata è stata scelta una regia canonica, con passerella a U e uscita finale con fila indiana classica. La scelta della colonna sonora è molto interessante. Ascoltatela ;) 








FASHION SHOW