mercoledì 10 dicembre 2014

Se i quadri potessero parlare...



La vedete? Sì, proprio quella graziosa ragazza che ha in mano un cagnolino e lo sta dolcemente coccolando. Lei è Alice Charigot, la donna che avrebbe stregato Renoir. Si tratta di una sarta più che ventenne che vive insieme alla madre (il padre ha pensato bene di emigrare verso le lande americane!) quando nel 1880 conosce il famoso pittore a Montmatre. 

Alice

Lui è un'affascinante scapolo con il doppio dei suoi anni, artista senza un soldo che le propone di posare per lui: sta realizzando Il pranzo dei canottieri e una sua modella lo ha piantato in asso. 
Renoir la ritrae, la mette incinta e dopo 10 anni la sposa per poi continuare a figliare allegramente. Non è l'incipit della versione ottocentesca di Beautiful...

E' la storia di una seduzione ma soprattutto la storia della nascita di uno dei più famosi dipinti dell'Impressionismo che oggi riacquista identità grazie alla scoperta di curiosità e aneddoti legati ad esso. 
Proprio il libro La vita moderna di Susan Vreeland ripercorre quello che successe nei due mesi di fine estate in cui Pierre- Auguste Renoir dipinse Il pranzo dei canottieri. Ripercorrendo le vite e le vicende dei 14 personaggi che sono ritratti nel quadro grazie alla mano vivace e lieve dell'autrice di best-seller legati al mondo dell'arte. 

Susan Vreeland

<< Questa nuova idea è nata anni fa quando vidi per la prima vota il quadro di Renoir nella Phillips Collection di Washington>> spiega Susan Vreeland. << In quella tela c'erano vari gruppetti di persone che parlavano tra loro: chi erano? Che cosa si stavano dicendo? Niente stimola la mia immaginazione come la pittura, fin da quando - bambina - passavo ore ad osservare mio nonno che dipingeva ad olio. Così mi sono buttata nella ricerca: mesi e mesi in biblioteca o su e giù per le strade di Parigi a mettere insieme ogni dettaglio della vita di Renoir e dei suoi modelli. Ne è nato un romanzo fedele alla realtà, in cui ho inventato solo i dialoghi e qualche episodio, per riempire le lacune della storia>>. 


La scrittrice prosegue: << Fu per reagire alle critiche di Émile Zola (che accusava gli impressionisti di non aver ancora prodotto un capolavoro) che Renoir decise di dipingere un'opera stupefacente, capace di cogliere il nuovo spirito di Parigi nel 1880, la città che tornava a vivere dopo la guerra franco-prussiana, vibrando di ottimismo e creatività>>. 
Tra le novità, venne istituito la domenica come giornata d'interruzione lavorativa. Così che iniziò a diffondersi la moda di fare gite in barca fuori porta, come quella a Chatou, sulla Senna, dove solitamente i canottieri si fermano a pranzare alla Maison Fournaise, una locanda con una bella terrazza tanto amata dagli artisti. 

La Maison Fournaise oggi


E' la figlia del proprietario, Alphonsine, a proporre a Renoir di dipingere lì il suo capolavoro e lui, una volta scelti i modelli, li invita a mangiare ogni domenica a sue spese (anche se è povero in canna) per ritrarli in pose naturali mentre conversano e mangiano colpiti dalla luce estiva. 
Anche Alphonsine è ritratta. E' la ragazza appoggiata alla ringiera e scopriamo anche che è una povera vedova di guerra che prima della morte del marito, gestiva un negozio di cappelli ed è segretamente innamorata di Renoir. Nel dipinto è in compagnia di suo fratello Alphone che di mestiere fa il costruttore di canoe.

Alphonsine

Compaiono altri appassionati di nautica come il barone Raoul Barbier, ex ufficiale di cavalleria ed eroe di guerra, grande appassionato di barche, delle corse e delle donne infatti lo vediamo chiacchierare amabilmente con Alphonsine...(marpione!) 
In fondo, scrutiamo Jules Lafourge, poeta simbolista che avrà un influsso su Pound ed Elliot.
Poi conosciamo Paul Lhôte, amico fedele di Renoir dalla vita sfrenata: scappò da un campo di prigionia prussiano ma fu riarrestato perché trovato ad ubriacarsi in una taverna. 
E le altre donne ritratte? 
<< Renoir, il pittore della gioia di vivere, è sempre un po' innamorato delle sue modelle>> afferma Susan Vreeland. <<È geloso di Jeanne Samary, attrice della Comédie Française e sua ex amante, che nei mesi in cui posa per Il pranzo dei canottieri sposa di nascosto un nuovo fidanzato. È attratto dalla vitalità di Angèle, fioraia gaudente dal linguaggio sboccato che acquisterà rispettabilità con il matrimonio e un ingaggio nella lirica. E prova ammirazione per Ellen Andrée, modella sua e di Degas nonché mimo alle Folies-Bergère, che lascia il palcoscenico osé per unirsi ad una compagnia teatrale d'avanguardia>>. 

Angèle

Con questo dipinto abbiamo la possibilità di entrare in contatto con i personaggi più disparati e rimanerne perdutamente affascinati immaginando di essere lì con loro tra libertà, edonismo, assenzio e cancan.

"La cosa più dura sono gli sguardi. A volte ho l'impressione che cambino espressione apposta ma, non appena volto le spalle..."
(Il favoloso mondo di Amelie)                     

                                          
La Pinta*







Immagini prese da: 
www.pinterest.com
www.google,it

3 commenti:

Simona Raimondo ha detto...

Buon Martedì, non mi sono mai fermata a hiedermi chi fosse ritratto, e quale fosse la sua vita, a volte si corre troppo anche nella fruizione di un quadro. Grazie Giulia

La Pinta ha detto...

Grazie a te che ti sei interessata all'argomento che ho scelto ^_^

Jessica Peacock ha detto...

moi, j'adore les impressionistes!